22-12-2017

Transmedialità, come le storie conquistano i media

Ascoltare un racconto e sentirlo proprio è come ricevere una formula per aggiustare il mondo (R. Saviano)



Le storie costruiscono mondi meravigliosi che si possono espandere grazie all’uso di più canali, la transmedialità è un viaggio che ti porta alla scoperta di una narrazione più grande e ricca, grazie all’uso di media diversi.

La transmedilità non si concentra sui personaggi o su una trama specifica, ma su gli elementi che compongono il mondo creato nella narrativa, che può espandersi grazie a più media, come libri, film, videogiochi e serie TV.

In uno stesso contesto fantastico possiamo incontrare diversi eroi, collegati alla storia più grande, ma che vivono avventure indipendenti dagli altri.

Le storie sono viaggi

Le storie sono viaggi.

La stessa storia imparata sui libri di scuola è il viaggio della civiltà che, a sua volta, contiene altri capitoli con protagonisti condottieri, poeti e inventori.

I miti, le fiabe, le leggende, raccontano di eroi, intenti in un viaggio alla scoperta – o alla conquista – di qualcosa. Tra tutti dobbiamo citare l’Odissea e il viaggio di Ulisse durato 20 anni e quello di Dante nella Divina Commedia.

La struttura della fabula ci insegna che le storie hanno un inizio, un punto di rottura, lo svolgimento e ristabilimento dell’equilibrio prima che arrivi il E vissero tutti felici e contenti. In questo modello si crea un mondo, un immaginario, un contesto in cui l’eroe si muove e affronta le sfide prima di ristabilire l’ordine.

transmedialità

Così Renzo e Lucia all’inizio dei Promessi Sposi hanno già preso accordi con Don Abbondio per sposarsi, ma è solo dopo molte difficoltà e un “cattivo” come Don Rodrigo che riescono nel loro intento e pronunciano il fatidico Sì.

Quando i mondi non hanno confini

Una storia ha bisogno di un contesto in cui i personaggi vivono e operano.

Questi mondi non hanno veri e propri limiti e possono espandersi.

Se torniamo alla letteratura possiamo dire che non ci sarebbe un Orlando Furioso senza un Orlando Innamorato e non ci sarebbe un Lo Hobbit senza Il Signore degli Anelli.

La letteratura ci offre molti spunti, ma potremmo citare videogiochi, film, serie televisive e molto altro.

Da alcuni videogiochi sono nati dei film, come Resident Evil e Assassin’s Creed, e allo stesso modo tanti film sono stati tratti da libri e fumetti, come Il Grande Gatsby, La Fiera della Vanità e quasi tutti i romanzi scritti da Stephen King e Nicholas Sparks. Senza considerare il Grande Fratello ispirato da 1984.

Un media aiuta l’altro e mostra nuovi punti di vista dello stesso mondo facendo leva sui punti di forza del mezzo che stiamo usando.

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Transmedialità: le storie si arricchiscono grazie ai media

Cos’è la Transmedialità?

Anche stavolta ci viene in aiuto Henry Jenkins:

Il Transmedia Storytelling rappresenta un processo dove gli elementi di finzione vengono dispersi con sistematicità attraverso molteplici canali, con lo scopo di creare un’esperienza di intrattenimento unificata e coordinata. Idealmente, ogni media porta il suo contributo nel dispiegarsi della storia.

Il piacere che questo viaggio provoca nel lettore/fruitore è completamente diverso da quello di una storia autoconclusiva, in cui alla fine lasciamo la scena sapendo già tutto quello ci era richiesto sapere sul quel determinato mondo e sui suoi personaggi.

D’altro canto siamo portati, in questo modo, a conoscere tutto quello che un determinato mondo ha da offrirci.

transmedialità

Ogni frammento di storia si lega agli altri, come un puzzle, ma a sua volta deve essere indipendente.

Idealmente, ogni episodio deve essere accessibile individualmente in quanto costituisce un contributo unico all’intero del sistema della narrazione.

Continua Jankins: Il game designer Neil Young definisce la “comprensione aggiuntiva”come i modi in cui ogni nuovo testo aggiunge un nuovo pezzo di informazione che convince [il lettore] a revisione la nostra comprensione dell’intero del tutto.

Fonte: Blog Henry Jenkins

Il lettore compie a sua volta un viaggio di scoperta che lo motiva a spostarsi da un mezzo all’altro per conoscere tutta la storia.

Leggo un libro, guardo il film e gioco al videogame per conoscere tutti gli aspetti che compongono il tutto narrativo.

In Italia potremmo fare l’esempio di Il Ragazzo Invisibile.

Il film di Gabriele Salvatores è arrivato al cinema il 2014, mentre il sequel sarà sul grande schermo a gennaio. In questi quattro anni di attesa sono stati pubblicati un romanzo e una graphic novel che arricchiscono la storia del protagonista Michele.

Il lettore è portato a seguire la storia tra più mezzi di comunicazione grazie a elementi presenti in ogni capitolo della storia, che hanno il potere di incuriosire e che possono essere riscoperti in uno dei successivi.

La transmedialità è uno dei temi affrontati al Festival della Didattica Digitale 2018, dal 21 al 24 febbraio a Lucca.